Domani a Salice Salentino il libro sulle orme della sclerosi multipla

Domani a Salice Salentino il libro sulle orme della sclerosi multipla

Sulle orme della sclerosi multipla il libro autobiografico della salentina Maria De Giovanni sbarca a Salice Salentino, promuove l’evento ACSI – Comitato Provinciale di Lecce, domani 08 giugno 2016 alle ore 19,00 presso “Casina Ripa” in via De Nisio (dietro il Centro Polifunzionale)

Dialogano con l’autrice Dott.ssa Alessia Margarito e il Dott. Lorenzo Petrucci

 

Sta facendo il giro di Italia, in maniera capillare per la tessitura sociale il libro autobiografico scritto da Maria De Giovanni, edito da Graus editore, con presentazione ufficiale nella sede della Provincia di Lecce il 5 novembre scorso, dove è partito come un treno dapprima in tutti i comuni del Salento, per poi spostarsi in tutta la puglia e infine in diverse regioni d’Italia. Un libro che è diventato un messaggio sociale, un grido di forza e speranza nel combattere una patologia importante come la SM. Tanti i risultati raggiunti. Il libro di chi non molla sta toccando i cuori di chi lo legge e se ne sente protagonista. Un libro che è esplosivo come Maria, una donna che ha deciso di regalare la sua vita agli altri. Già tanti sono i riconoscimenti che l’autrice ha ricevuto, nel maggio scorso è stata premiata come eccellenza del territorio per il suo impegno sociale nella divulgazione della cultura con il suo libro, ma anche altri grandi traguardi come un attestato di merito a Montecatini e Massa Carrara. La trama racconta la sua storia vera, una giovane donna affetta dalla sclerosi multipla, e ne traccia il suo percorso dal momento della diagnosi al suo abbandono per la vita, infatti lei stessa scrive, sono rimasta chiusa due anni in camera da letto, mi stavo lasciando morire a piccole dosi. Sposata e madre di tre figlie, deve affrontare le avversità di una malattia che ogni giorno si prende un pezzo di lei, e che la imprigiona nel suo stesso corpo. Il libro è carico di emozioni positive, di forza e di energia universale basata sulla voglia di vivere momento per momento. Un libro dalle tante nozioni mediche ma dalle mille emozioni di pace e felicità.

La recensione è di Edoardo Winspeare il regista salentino

Leggere il libro di Maria De Giovanni sulla sua vita con la sclerosi multipla è stato per me illuminante. Per prima cosa perché sembra scritto da un medico dal talento di narratore divulgativo, tante e precise sono le informazioni scientifiche sulla malattia, allo stesso tempo è esente nella sua esposizione quella distanza dell’esperto che, anche se necessaria, a volte fa dimenticare che dietro una patologia c’è un essere umano. La lettura in seguito mi ha riconciliato con i miei fratelli uomini e le mie sorelle donne, riscoprendo – o confermando – la forza vitale e spirituale che ognuno di noi può tirare fuori quando confrontato con un dramma. Infine vorrei ricordare la sensibilità artistica e la giusta misura letteraria nell’ esporre la sua personalissima vicenda. Sarebbe ingiusto giustificare questo talento con il semplice fatto che l’autrice sta raccontando, magari con comprensibile partecipazione, la sua malattia. Il racconto di un dramma, può avere il paradossale effetto di allontanare il lettore dalla sua comprensione, se è troppo auto indulgente o diventa lacrimevole; in una frase: se non è ben scritto. Spesso questi resoconti sono redatti da altri che non hanno avuto in prima persona l’esperienza della malattia. Il fine è nobile, il risultato meno. Ma è anche vero che non tutti coloro che hanno subito o stanno vivendo un dramma hanno il talento di raccontarlo. Maria invece ci riesce molto bene, trasmettendo in maniera ammirevole in poco meno di cento pagine di prosa semplice ed emozionante la sua personale conoscenza della sclerosi multipla, la sua tenace lotta alla malattia, la forza dell’amore e della dignità umana, e soprattutto il fascino della vita. Qualsiasi malattia grave è un’esperienza difficile da sopportare, ma nel caso della nostra autrice ho capito che può aprire il cuore e la mente fino addirittura ad avvicinare al mistero della nostra esistenza su questa terra. Cara Maria Beddha, una cosa ‘ancora te l’aggiu dire e i questa: aggiu capitu ca tie, puru ‘ntra mille patimenti e difficoltà, si cchiù sana de muti de nui, almenu de capu e de core. Salute cu aggi.

Federica Carcagni

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