Xylella la battaglia non è ancora finita,il consigliere regionale Luigi Mazzei ribadisce”il problema esiste da oltre un anno”

Xylella la battaglia non è ancora finita,il consigliere regionale Luigi Mazzei ribadisce”il problema esiste da oltre un anno”
14 ottobre  
“C’è chi scivola sulla buccia di banana e, non contento, se la mangia pure”.Così il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei, controreplica all’assessore Nardoni. “Nel disperato tentativo di giustificare il ritardo atavico in cui è caduto il suo assessorato e la Giunta – prosegue – l’assessore bypassa la questione che ho sollevato: perché non ci spiega quali criteri sono stati adottati nella spartizione delle risorse disponibili? Come mai, ancora una volta, abbiamo perso una chance per sostenere gli olivicoltori e vivaisti duramente provati dall’emergenza Xylella? Interrogato il morto, non rispose… E così, nel Psr c’è solo una flebile traccia di risorse per le calamità naturali, 20 milioni di euro; mentre 25 mln sono stati previsti per la formazione e l’informazione e ben 33 mln, invece, andranno alle consulenze. Eppure, le calamità naturali colpiscono la nostra Regione ciclicamente. Su questo, però, l’assessore non ci ha fornito alcuna spiegazione (!). Rammento anche a Nardoni che il problema della Xylella è stato rilevato nell’ottobre 2013 e ad oggi non si è ancora messo in campo un solo intervento concreto. Lo stato di calamità naturale è stato dichiarato dopo ben un anno e di questo passo ci chiediamo quando il nostro Piano di Sviluppo Rurale sarà realmente operativo. Si tratta di un ritardo colpevole e dannoso perché posticipa ancora la programmazione dei bandi e, dunque,  anche la ripartizione dei fondi. In ultimo, ci permettiamo di declinare l’invito dell’assessore a metterci la sveglia che proponevamo a lui  perché non ne abbiamo bisogno: se non fossimo stati tanto svegli, l’inedia della Giunta Regionale avrebbe costretto la Puglia a subire la Xylella e ad attendere chissà quanto per l’attuazione del Psr. Nardoni, se non vuole proprio dimettersi, almeno si dia una mossa – conclude – altrimenti saremo costretti a presentare noi una mozione di sfiducia nei suoi confronti”.

La redazione

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