Cosa vuol dire avere un rapporto borderline? Perché ci si innamora di un borderline e cosa accade nella coppia?

Cosa vuol dire avere un rapporto borderline?  Perché ci si innamora di un borderline e cosa accade nella coppia?

Risponde l’esperto psicologo-criminologo Mirco Turco

Amare oltre ogni confine , ma che vuol dire borderline? Quale identikit di una persona che lo rappresenta?

Le domande poste sono complesse poiché riguardano un termine abbastanza discusso ma anche alquanto criticato e a volte, abusato. Borderline è spesso una categoria che indica una sorta di “linea di confine”, di connubio o commistione di diversi atteggiamenti, comportamenti ed emozioni contrastanti.

Il termine borderline si utilizza in psicologia clinica e psichiatria per definire una patologia (disturbo borderline di personalità) caratterizzata da instabilità pervasiva dell’umore, delle relazioni interpersonali, dell’immagine di se, dell’identità e del comportamento e una generale anomalia nella percezione del senso di sé.

 

Un rapporto borderline è dunque un rapporto di alti e bassi ma, non solo! Sovente la coppia vive amore e odio contemporaneamente, instabilità mista a ossessioni, provocazioni, comportamenti inaspettati, impulsivi e irrazionali. È un rapporto che destabilizza la psiche dei protagonisti ma che di fatto, riflette la personalità degli stessi o di uno solo ovviamente.

Un rapporto borderline è complesso poiché difficile è riuscire a uscirne indenni, senza ferite profonde e talune volte, non solo emotive. La personalità borderline rischia, infatti, di essere anche l’anticamera del fenomeno stalking.

Un partner borderline pensa, sovente, di “funzionare” bene, anche perché è spesso una persona intelligente, energica, intuitiva, brillante. È in grado di suscitare nell’altro reazioni molto intense. In tal senso, l’esordio di un rapporto affettivo è molto passionale e creativo. La coppia sembra armonica e i partner fanno da subito progetti importanti.

Dopo un poco però, finisce l’idillio. Si verifica una sorta di vero e proprio attacco, ovvero, il partner borderline compie un’azione improvvisa e inaspettata al fine di rompere, appunto, la relazione. L’attacco viene effettuato con insensibilità, ferocia e crudeltà. Il partner vittima sembra “cadere dalle nuvole”. L’azione è quindi inaspettata, improvvisa.

Dopo tale attacco che causa, ovviamente, una prima destabilizzazione nel rapporto, il partner borderline ritorna ad essere affettuoso e tenero come agli inizi. Si scusa facilmente per quanto accaduto e promette di comportarsi bene. Ovviamente, sino alla volta successiva!

Il rapporto diviene così instabile, quasi distruttivo, improntato ora anche sull’inganno e la menzogna.

Il borderline ritiene di “entrare e uscire” dai rapporti come se nulla fosse e vive una sorta di paradosso: ti odio perché tu mi ami! Il partner borderline sembra cioè ricambiare l’amore ricevuto con l’odio.

Nella terapia psicologica i pazienti borderline sono molto difficili da “trattare”, figuriamoci quando si incontra nella vita di tutti i giorni e nella vita affettiva (consentitemi la battuta)!

La persona con disturbo borderline di personalità ha vissuto spesso un tipo di attaccamento disorganizzato, interiorizzando modelli genitoriali disfunzionali, quindi, genitori o adulti significativi che si comportavano in modo imprevedibile attraverso atteggiamenti e comportamenti di amore e rabbia.

L’amore per la persona borderline diventa pregno di sospetto e la fiducia tende a vacillare. In ogni caso si tratta di persone molto sensibili che cercano una simbiosi assoluta con l’altro e affamati sul piano affettivo ma appaiono sempre insoddisfatti di quello che ricevono.

Gestire un rapporto con un partner borderline è molto complicato quindi. Lo stesso rapporto potrebbe anche degenerare con minacce e vessazioni proprio a causa dell’instabilità generale di fondo.

Penso che affrontare la problematica con un professionista diventa d’obbligo .

Mirco Turco

La redazione

Maria De Giovanni addetta alla comunicazione, cronaca nera, di inchiesta e giudiziaria. Presidente dell'Associazione SMAIS Sunrise che si occupa di sclerosi multipla ha scritto due libri autobiografici - Sulle orme della sclerosi multipla e la rinascita.

2 pensieri su “Cosa vuol dire avere un rapporto borderline? Perché ci si innamora di un borderline e cosa accade nella coppia?

  1. Ho trovato l’ articolo molto interessante l’ articolo. Io sono stata con una persona borderline, ciò che ho trovato difficile e’ stata la modalità di separarsi. Il mio modo e’ stato brusco e repentino proprio perché esasperata. Avrei voluto invece rompere con più pacatezza, consapevole del fatto che sono persone ” malate” e molto sensibili, questo il mio unico rammarico.
    La domanda è : qual è la modalità migliore per lasciarsi senza lasciare troppo dolore da ambo e parti?
    Grazie

  2. L’articolo è del 2015. Mi sento di commentarlo ugualmente. Io sono borderline. Sono in cura ma non riesco ad essere diversa da quella che sono. Delle volte mi rendo conto che persino il mio psicoterapeuta mi veda come un mostro, figuriamoci gli altri! Eppure benché si dica che non siamo capaci di amare io lo sento ed è così distruttivo che non riesco a contenerlo l’amore. Non riesco a gestire le amicizie, mi sembra che tutto mi sfugga sempre di mano da un momento all’altro, i pensieri, le emozioni mi sopraffanno, figuriamoci quando mi innamoro! Sento troppo fino a mettere in pratica comportamenti distruttivi ma più autodistruttivi proprio perché non riesco a contenere. È vero, amo e odio, odio perché amo troppo, do tutto, tolgo tutto. Scappo. Tradisco. In tutti questi assurdi comportamenti sto malissimo al punto da pensare al suicidio continuamente. Una mancata risposta a un messaggio per me è sufficiente a far scattare un inferno di emozioni che si traduce in gesti. Sapessero gli altri qui dentro come di sta! È un’altalena fra fiamme e cielo, continua, nell’arco di poche ore si vive tutto e il contrario di tutto, con una proiezione reale ai sentimenti perché non si riescono a contenere. Il pensiero diventa impulso incontrollabile e l’impulso azione. Ecco perché siamo imprevedibili.

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